Quando decidiamo di prendere in casa un riccio, quasi sicuramente esso è colpito da uno stato di debolezza (che può essere causato sia dalla mancanza di cibo che da una malattia) o è ferito. In entrambi i casi esso deve essere curato, e dalla qualità delle cure prestate dipende la sua vita. Per questo motivo mi limito a riassumere tutto ciò che sono venuta a conoscere tramite la consultazione di siti e libri specifici sull'argomento e grazie ai consigli degli amici iscritti al forum.

Per quanto riguarda le terapie ad uso orale ricordo di evitare di somministrare i farmaci mentre il riccio è supino: è molto probabile che finisca per inalare il prodotto, il che potrebbe portare ad una polmonite ab ingestis o il soffocamento.

Il riccio debilitato o poco reattivo, con scarsa o nulla reattività, può essere sollevato per la "collottola", il che farà aprire la bocca permettendo la somministrazione delle medicine. La somministrazione dei liquidi può essere facilitata dall'uso di piccole sonde.

Per esperti del settore inserisco alcuni rimedi omeopatici indicati con il nome in latino e, dove ho potuto, anche in italiano; questo tipo di cura è più sicura se non si ha la possibilità di ricorrere ad un veterinario esperto in quanto evita danni da avvelenamento nel caso che il nostro amico entri in contatto orale con la medicina (ad esempio leccandosi le ferite).

Ricordate comunque di rivolgervi sempre al vostro veterinario e di chiedere consiglio prima di intraprendere uno qualsiasi di questi trattamenti: nonostante le informazioni siano state evinte da trattati specifici, le mie traduzioni potrebbero essere errate e quindi indurre anche voi in errore (a meno che non siate medici!). Se desiderate informazioni più approfondite consultate le referenze.

 

Malattie

Crenosoma striatum (Vermi polmonari)

I sintomi sono: respiro rantolante, tosse, possibile secrezione nasale purulenta, mancanza d'appetito. Successivamente edema polmonare e consolidamento del parenchima, con morte per polmonite; in caso di infestazione massiva possono esserci anche problemi intestinali, alterazioni della consistenza e del colore delle feci.

I vermi sessualmente maturi vivono nei bronchi ed hanno una lunghezza che varia dai 13 mm delle femmine ai 6 mm dei maschi. Le larve deposte dalla femmina possono venire espulse vive tramite le feci ma a volte possono anche venire espettorate. A parte i vermi polmonari, nel riccio non compare nessun'altra larva viva negli escrementi.

Detto ciò, chi vuole sapere se e a che livello il suo riccio è infettato, può rendersene conto tramite l'esame delle feci presso un veterinario. Spesso però, non si può attendere il risultato dell'esame a causa delle cattive condizioni dell'animale e bisognerà agire subito con una cura basandosi solo sulla presenza dei sintomi.

Terapia

  • Levamisolo (es. Citarin 10%, Levamisol 10%): 20 mg/kg, alla dose di di 0,2 ml/100 g di peso, dopo avere diluito con acqua 1:10. Somministrazione sottocute, da ripetersi dopo 48 ore. In caso di forte infestazione il trattamento deve essere ripetuto dopo 14 giorni. Questo principio attivo risulta essere il più indicato in quanto agisce immediatamente in caso di forti infestazioni e annulla il problema dell'inappetenza del riccio.
  • Febantel (es. Rintal): in animali debilitati o con peso corporeo inferiore a 500 g va somministrato per bocca nella dose di 50 mg/kg; la dose va raddoppiata (100 mg/kg) nell’animale sano e con peso superiore a 500 g.
  • Febendazolo (es. Panacur): 10 mg/kg al giorno, per bocca, per 5 giorni, da ripetere per ulteriori 5 giorni dopo due settimane di intervallo.
  • Mucolitico: importante per permettere e facilitare l’espettorazione dei vermi. Fluibron o Lisomucil 0,1/0,2 ml per ricci di 300/400g e 0,3/0,5 ml per riccio di 500/700g una volta al giorno per 3/5 giorni.

Capillaria aerophila

I sintomi sono gli stessi di quelli dei vermi polmonari (spesso si ha una concomitanza di entrambi), tuttavia la trasmissione avviene senza inserimento di un ospite intermedio (come invece accade per i vermi polmonari). Le uova sono molto resistenti e devono restare alcune settimane nel mondo esterno per poter diventare infettive. In cattività è indispensabile la massima igiene per evitare trasmissioni.

Terapia

  • Febantel (es. Rintal): in animali debilitati o con peso corporeo inferiore a 500 g va somministrato per bocca nella dose di 50 mg/kg; la dose va raddoppiata (100 mg/kg) nell’animale sano e con peso superiore a 500 g. Somministrare per 5-7 giorni.
  • Mebendazolo (es. Telmin): 50 mg/kg in soggetti con peso inferiore a 500 g, 100 mg/kg in animali con peso superiore a 500 g. Somministrazione per bocca per 5 giorni.
  • Flubendazolo (es. Flubenol 7,5 ml pasta): mezza tacca della siringa precaricata per bocca in animali con peso inferiore a 500 g, oppure 1 tacca di pasta in animali con peso superiore a 500 g.
  • Ivermectina (es. Ivomec 1%): alla dose di 0,03 ml/100 g di peso, in un’unica somministrazione sottocute.
  • Febendazolo (es. Panacur): 10 mg/kg al giorno, per bocca, per 5 giorni, da ripetere per ulteriori 5 giorni dopo due settimane di intervallo.
  • Mucolitico: importante per permettere e facilitare l’espettorazione dei vermi.

Capillaria erinacei e Capillaria sp (Vermi intestinali)

Assenza di sintomi per una ridotta infestazione. In caso di forte parassitosi si avranno: feci viscide, debolezza, dimagrimento ed essicosi (disidratazione in seguito a perdita di liquidi).

Terapia

Come per Capillaria aerophila.

Brachylaemus erinacei

I sintomi sono: irrequietezza, inappetenza, veloce perdita di peso, feci pastose con possibili tracce di sangue. Il suo sviluppo parte da determinate lumache ignude e chiocciole dopo che queste hanno ingerito le uova dei parassiti. Il riccio si autoinfetta mangiando lumache infette e quindi se seguirete i miei consigli il vostro animale non correrà il rischio di contrarre questa malattia.

Terapia

  • Praziquantel (es. Droncit): in animali con peso inferiore a 500 g somministrare mg 12,5 (un quarto di compressa) in un’unica somministrazione per bocca; in animali con peso superiore a 500 g somministrare mg 25 (mezza compressa) sempre in un’unica somministrazione per bocca.
  • Niclosamid (es. Masonil, Yomesan): unica somministrazione di 200mg/kg di peso corporeo.

Hymenolepis erinacei (Tenia)

I sintomi sono: presenza nelle feci o accanto ad esse, di singole membra della tenia (lunghe 1 mm e larghe 3 mm) di colore bianco. Il riccio s'infetta solo se mangia ospiti intermedi infettati, nei quali si sono sviluppati stadi di larve. La formazione di quest'ultime può avvenire nei più svariati insetti.

Terapia

  • Praziquantel (es. Droncit): in animali con peso inferiore a 500 g somministrare mg 12,5 (un quarto di compressa) in un’unica somministrazione per bocca; in animali con peso superiore a 500 g somministrare mg 25 (mezza compressa) sempre in un’unica somministrazione per bocca.
  • Mebendazolo (es. Telmin): 50 mg/kg in soggetti con peso inferiore a 500 g, 100 mg/kg in animali con peso superiore a 500 g. Somministrazione per bocca per 5 giorni.

Mesocestoides

Simili alla tenia, i parassiti si incistano a livello epatico e mesenteriale. Risulta dall'ecografia a livello epatico se le cisti sono maggiori di 2 mm di diametro.

Terapia

Come per Hymenolepis erinacei.

Acantocefali (Nephridiorhyncus major)

I sintomi sono: calo ponderale, diarrea, spesso melena (feci scure per la presenza di sangue digerito), perforazione intestinale con peritonite che causa la morte. Tale patologia è caratterizzata da vermi endoparassiti che si fissano alla mucosa intestinale. Il riccio si infesta mangiando insetti infestati dalle larve. Si diagnostica con l'esame delle feci.

Terapia

  • Praziquantel (es. Droncit): in animali con peso inferiore a 500 g somministrare mg 12,5 (un quarto di compressa) in un’unica somministrazione per bocca; in animali con peso superiore a 500 g somministrare mg 25 (mezza compressa) sempre in un’unica somministrazione per bocca.

Isospora erinacei e Isospora rastegeiev (Coccidi)

I sintomi di infestazioni massicce sono: feci pastose con possibili tracce di sangue, possibili forti emorragie intestinali, paralisi saltuarie che iniziano dagli arti inferiori. Lo sviluppo dei coccidi avviene direttamente con l'assunzione da parte dell'animale di oociste sporulate; quindi in cattività la mancanza d'igiene può portare a un autocontagio costante. Dopo l'assunzione orale, le prime oociste si presentano nelle feci dopo 6-10 giorni.

Terapia

  • Sulfonamide (es. Barena 20%): 0,1 ml per animali di peso inferiore a 200 g; 0,2 ml per animali di peso compreso tra 200 e 500 grammi; 0,3 ml in soggetti con peso superiore a 500 g; un’unica somministrazione sottocute.
  • Clazuril (es. Appertex compresse 2,5 mg): 1 compressa ogni 500 g di peso, in un’unica somministrazione per bocca, da ripetere dopo 20 giorni.

Salmonella enteritidis e Salmonella thyphimurium (Salmonellosi)

I sintomi sono: diarrea continua a volte verdastra, viscosa e anche piena di sangue. Il riccio si può infettare mangiando carne cruda (soprattutto di pollo) e uova crude. In natura questi batteri si trovano nei rifiuti e nelle carogne di cui spesso l'animale si nutre.

Terapia

  • Chloramphenicol: iniettato per 5 giorni, eventualmente anche più a lungo, con una dosa di 0,3-0,5 ml a seconda del peso corporeo.
  • Clamoxyl: sospensione, iniezioni di 0,3 ml per 7 giorni.

Escherichia coli (Colinfezione)

I sintomi non sono particolari ma spesso vi è diarrea e senza analisi delle feci non è possibile accertarla. Questi batteri appartengono alla normale flora intestinale e possono provocare processi infettivi al di fuori della loro sede. Compaiono per esempio nell'acqua sporca di feci.

Terapia

Il trattamento è difficile perché spesso è presente resistenza. Un antibiogramma fornisce le sostanze efficaci.

Acari

I sintomi sono: rigonfiamenti e croste sulla pelle, spesso anche su orecchie e naso, caduta degli aculei che appaiono spezzati e senza bulbo.

Terapia

1 iniezione a settimana per 4 settimane da 0,2 ml di Ivomec e applicazione topica di Nizoral Scalp diluito 1/50 con acqua una volta alla settimana per 4-5 settimane oppure Canestan 2% o Tinaderm. È consigliato inoltre indossare guanti e esfoliare la pelle con uno spazzolino da denti bagnato in olio di mandorle. Nei casi meno gravi e in presenza di ricci non debilitati sono indicati bagni con soluzione Alugan (2g in 1 L di acqua) ad intervalli di alcuni giorni.

Debolezza

Un riccio che giace su un fianco e non riesce nemmeno ad appallottolarsi, spesso non è nemmeno in grado di assumere cibo autonomamente. In questo caso bisogna nutrire l'animale con una siringa (senz'ago!) e somministrare infusi di semi di finocchio o camomilla non zuccherati unito a cibo liquido per cani o gatti ad alto valore energetico come canine/feline hD.

Se il riccio è così debilitato da non riuscire nemmeno a deglutire possono essere d'aiuto soluzioni in elettrolito, ad esempio Sterofundin, Aquifusal, Glycofusal.

Ferite esterne e suppurazioni

Le ferite devono essere lavate una o più volte al giorno con soluzione Rivanol (1 compressa= 1 g in 1 lt d'acqua).

Se si teme una setticemia somministrare Baytril ( solo se il peso è superiore ai 300 gr, perché altrimenti bloccherebbe la crescita delle cartilagini) alla dose di 5 mg/kg di principio attivo. Se il peso è inferiore ai 300g somministrare Zitromax 0,01 ml al giorno per 6gg, per via orale oppure Rilexine 75, 1/4 di cpr due volte al giorno per 10 gg. In alternativa si iniettano per 5/7 giorni 0,3 ml di Clamoxil oppure a seconda del peso, 0,2-0,4 ml di Omnamycin.

Effettuare poi lavaggi con fisiologica in una siringa con Betadine diluizione 1-2. Applicare poi in modo alternato Iruxol pomata e Gentalin crema. In più, sempre dopo lavaggio mettere dello zucchero, lasciare che si sciolga, alla sera rilavare e riapplicarlo.

Tecnica d'iniezione

E' importante ricordare che ai ricci non vanno mai praticate punture nella zona compresa tra le scapole e la radice del collo, sede dell'"organo del letargo" (terminazioni sensoriali termiche). Consultando la letteratura sui ricci ho trovato una tecnica d'iniezione che minimizza i rischi che potrebbe correre il nostro amico a causa di un'iniezione mal fatta.

Naturalmente non proviamo mai a intraprendere noi questa tecnica, ma affidiamo questi consigli alle mani del nostro veterinario che magari non ha mai avuto a che fare con un riccio. Bisogna sollevare alcuni aculei (possibilmente con una pinza) sul terzo posteriore della bestiola, e si inietta nella pelle sollevata, parallelamente al corpo. Dopo la puntura si deve aspirare per escludere un'iniezione nei vasi sanguigni.

Grazie ai preziosi consigli e all'esperienza di tutti gli iscritti al forum trascrivo un utile vademecum che può essere stampato e mostrato ai veterinari a cui portiamo i nostri amici e che non sono esperti del campo.

Iniezione sottocutanea (da preferire se l'animale si ribella o si appallottola o se, al contrario, è completamente apatico, in condizioni molto precarie, senza la minima reazione) Le iniezioni si possono fare sul dorso, nei quadranti inferolaterali, sui fianchi anche se il riccio è appallottolato (il tessuto sottocutaneo è comunque lasso e permette l’introduzione di liquidi sino a 50 – 100 ml in un esemplare adulto). Sollevare gli aculei con una pinza, e inserire nella pelle sollevata parallelamente al corpo. Dopo la puntura aspirare per escludere la presenza di un vaso e infine iniettare lentamente il contenuto. IMPORTANTE!! Evitare la zona compresa tra le scapole e la radice del collo, sede dell'"organo del letargo" (terminazioni sensoriali termiche).
Iniezione intramuscolare Nella coscia se il riccio è rilassato, nel muscolo orbicolare se è appallottolato, nell'interfaccia peli-aculei.
Iniezione endovenosa Impraticabile negli arti, ad eccezione della safena se l'animale è grosso. Delicata e complessa anche la via giugulare, specialmente se è necessaria una cateterizzazione.

Rimedi omeopatici

Aconite (Aconito)

Deve essere somministrato all'inizio della febbre e stadi infiammatori precoci, ipotermia, shock e disturbi causati dall'esposizione al caldo o al freddo, brividi, influenza, infezioni del torace, problemi nasali, mancanza d'appetito, respirazione difficile, forte sete, irrequietezza, enterite, emorragie e forte ansia.

Si può utilizzare anche nei primi stadi di malattia o dopo ferite alla testa in modo da evitare infezioni associate al naso e al torace, prima di lunghi esami o trattamenti stressanti. Il solfuro è da somministrare in seguito a questo trattamento dopo che gli stadi acuti sono passati. Usare con gli orfani deboli e raffreddati per aumentare l'appetito e riscaldarli.

Arnica

Da usare dopo qualsiasi incidente o ferita, piccoli shock, contusioni, slogature; somministrare in alte dosi subito dopo un incidente: le emorragie non devono essere toccate.

Somministrare prima di un intervento chirurgico e dopo per prevenire shock ed emorragie, ai ricci che soffrono ancora degli effetti di un precedente incidente (anche dopo anni dall'accaduto) con occhi spenti o gonfi. Usato con ricci esausti è un forte antisettico interno che può essere utilizzato esternamente per ferite, reumatismi o contusioni ma non per ferite aperte.

Usare per artriti o intorpidimento da vecchie ferite, ascessi e somministrare alla madre prima e dopo la nascita dei cuccioli.

Arsenicum Alb

Per i ricci che sono molto irrequieti, iperattivi (specialmente cuccioli) che mostrano molta paura, non interessati al cibo, raffreddati, anemici, con danni causati da malnutrizione, sottonutriti, con bocca fredda ma temperatura del corpo normale.

Somministrare per caduta del pelo e aculei, pelle squamosa, forfora, rogna, infezioni delle orecchie, cisti, enterite, sete, paura di essere lasciato solo, cambiamento da irrequietezza a grande debolezza, forte prurito, secrezioni nasali acquose, starnuti, sanguinamento appiccicoso, conati di vomito, addome gonfio e dolorate, dissenteria con feci con tracce di sangue o verdi, alte temperature. Somministrare ai ricci che sono freddi e umidi. E' il primo rimedio da provare per ricci magri e irrequieti con feci liquide o malati. Ad alte dosi è il migliore per acuta indisposizione.

Apis Mell

Per calde e dolorose protuberanze, punture, morsi o edemi, vesciche isolate, ritenzione idrica dopo chirurgia, addome gonfio pieno di fluidi, febbre con gonfiore, artrite con gonfiore. Somministrare 200cc efficace per situazioni gravi.

Belladona (Belladonna)

Principale per febbre, rossore, dolore e gonfiore, influenza, comportamento aggressivo, convulsioni, isterismo, fitte, infiammazioni delle orecchie, contrazioni muscolari.

Bryonia (Brionia)

Usata per ricci irritabili che non amano farsi toccare o che tentano di mordere e soffiano quando toccati, artriti e reumatismi o dolore e intorpidimento che peggiora dopo il movimento, forte sete, tosse, enterite; per il riccio che è freddo ma peggiora riscaldandolo, dolore agli arti, ascessi, costipazione, peggioramento in ambienti caldi, tiene il sangue pulito quando è somministrato oralmente per ferite.

Calc. Carb.

Molto utile per ricci pigri e sovrappeso (soprattutto cuccioli), giovani ricci con problemi alle ossa, congiuntiviti, appetito eccessivo, problemi urinari, cuccioli che non digeriscono il cibo o i sostituti del latte, diarrea, ernia ombelicale, dolori addominali, tremori, addome pieno di gas, tosse, vomito, sete, infezioni urinarie e calcoli renali. L'azione è molto veloce nei casi acuti e i risultati sono visibili in 24 ore se il rimedio ha effetto. Non somministrare insieme al solfuro a causa dell'incompatibilità.

Carbo. Veg.

Per animali in stato di collasso con difficoltà respiratorie, freddi e deboli, addome pieno di gas, flatulenza, perdita di fluidi corporei, pelle bluastra, feci liquide e sanguinolente, tosse, asma, arti stanchi o paralizzati, cancrena, polmonite trascurata, disturbi digestivi con mancanza d'appetito.

E' richiesta un'alta efficacia per ricci collassati e potrebbe essere necessario somministrare il rimedio ogni 20 minuti finché non si ottiene un miglioramento, poi sospendere e nel caso continuare con un altro rimedio. 200c per il collasso e se il respiro si è fermato.

Calendula

Per ferite, catarro, sordità, malattie agli occhi con suppurazioni, forti dolori nonostante le ferite appaiano piccole. Usato attualmente in lozione o unguento per ferite, bruciature, croste, problemi di pelle.

E' un ottimo antisettico e anche attivo contro batteri, virus e protozoi. Usato solitamente in tintura o a bassa efficacia.

Conium Mac (Cicuta maggiore)

Per tremori, andatura difficile, mancanza di forze quando in movimento, vecchiaia, problemi urinari, tumori, ghiandole ingrossate, cancro, paralisi; depressione, paura di essere lasciato solo, nessun interesse; congiuntivite, difetti d'udito, uscita di sangue dalle orecchie, muso ferito che sanguina facilmente, polipi al naso; spasmi dolorosi, acidità di stomaco, gelosia cronica, fegato dolorante, costipazione con bruciore al retto, difficoltà ad urinare con gocciolamento; aumento del desiderio di sesso, testicoli od ovaie ingrossati, tosse grassa, dolore al torace, intorpidimento doloroso al dorso, paralisi, pelle gialla, ulcera cronica.

Per escrescenze somministrare alte dosi altrimenti usare 6-30c.

Euphrasia

Per abbondanti suppurazioni acquose dagli occhi e naso, starnuti, raffreddore, malattie agli occhi o infezioni, tosse, bruciore e dolore alle palpebre, peggioramento alla luce.

Migliore a bassa efficacia, può essere usato come lozione per pulire gli occhi ecc.

Hypericum (Iperico)

Per ridurre il dolore, particolarmente utile per malattie nervose o malattie degli aculei, tagli, morsi, punture con infezioni.

I suoi benefici aumentano quando si trova sottoforma di lozione e può essere associato alla calendula e applicato alle ferite a bassa efficacia. Usare ad alta efficacia per prevenire infezioni o sollievo al dolore dopo operazioni.

Utile per ferite alle dita per evitare che l'animale si morda, in particolare per dita schiacciate.

Ignatia

Dare a orfani abbandonati, animali che hanno perso il compagno, nostalgia, convulsioni o malattia causata dall'abbandono, shock, mancanza d'appetito o d'interesse nella vita, animali maltrattati, ricci nervosi o problematici, tristezza, coliche; migliora se caldo.

Lachesis

Per setticemia, sanguinamento delle narici, labbra pallide, ittero, gonfiore, muso gonfio, lingua rossa e gonfia, sanguinamento denso, mal di denti, gola dolorante o ferita, problemi alla parte sinistra; il cibo provoca pena, mal di stomaco, fame, costipazione, fegato sensibile, emorragie intestinali, emorroidi, tosse; battiti irregolari del cuore, dolore al collo, zampe e schiena, brividi di freddo, vesciche scure, gonfiori scuri ed ulcera.

Ledum

Per dolorosi e caldi rigonfiamenti, morsi, punture e ferite, reumatismi, contrazioni vicino alle ferite; ricci che giacciono su un lato, con occhi annebbiati o cataratta; croste vicino al naso o bocca, tosse, bronchite con enfisema, respiro soffocato, anche doloroso; migliore se freddo.

Nux. Vomica

Per problemi digestivi, poco appetito, coliche, flatulenza, sangue nelle urine, dolore o bruciore dopo aver urinato o defecato; per ricci magri, attivi, nervosi e irritabili che non vogliono essere toccati; naso tappato, conati, vomito, ernia, respiro poco profondo, tosse, fuoriuscita di sangue dalla bocca; costipazione con frequenti inutili stimoli, alternanza di costipazione e diarrea, orinazione frequente ma a basse quantità, vescica irritata; arti intorpiditi, paralisi, trascinamento e poca forza delle zampe, pelle rossa e a chiazze, freddo.

Phosphorus

Per animali sensibili ad rumore, paurosi, con perdita del pelo; emorragie, problemi nasali, mancanza d'appetito, vie aeree, infezioni al torace, gastriti, vomito, bruciature con vesciche, debolezza da perdita di fluidi, cataratta, dolore alla bocca e alla mascella, sanguinamento denso, dolore all'addome, feci verdi o con tracce di sangue, diarrea debilitante, cisti, congestione polmonare, espettorazioni color ruggine, peggiora quando giace sul lato sinistro, polso rapido, paralisi; non dare a bassa efficacia o somministrare troppo spesso.

Ruta

Per danni alle ossa, legamenti o tendini, fratture, slogature, contusioni, dolore e lamento dopo slogatura; costipazione, tosse con espettorazioni gialle, respiro corto, peggioramento dopo il riposo e con ambiente freddo e umido.

Usato tipicamente in tintura per reumatismi e lozione occhi altrimenti a bassa/media efficacia oralmente.

Rhus. Tox.

Per artriti, distorsioni, slogature, tremiti muscolari, dolore con intorpidimento, reumatismi da freddo; infezioni, mascella rumorosa quando mangia, coliche, diarrea con sangue, feci schiumose indolore, tosse, polso rapido, debole e irregolare; articolazioni gonfie e doloranti, paralisi, migliora con ambiente caldo e dopo il movimento, peggiora dopo il riposo e con tempo freddo e umido.

Silicea

Per infezioni lente e guarite, schegge, spine o altri oggetti; per ascessi, anemia, il riccio è freddo e soffre al caldo, starnuti, naso tappato, non molto appetito e molta sete, addome caldo e gonfio, coliche, costipazione, urine dense o con tracce di sangue; aculei deboli, problemi agli aculei, dolore all'anca, arti e zampe, poca forza negli arti, pelle arrossata, qualsiasi problema di suppurazione.

Utile per tricofizia ha un'azione lenta ma efficace.

Sulphur (Solfuro)

Molto utile per i ricci con pelle sporca, aculei e peli che cadono, pelle con croste, rogna, febbre alta o che sembrano caldi toccandoli. Pelle a chiazze, scaglie, che si grattano con pulci, avversione ad essere lavati, animali deboli, magri e irritabili, occhi feriti, naso con croste, labbra rosse, appetito eccessivo o mancanza d'appetito, beve molto, coliche, tosse e infezioni al torace.

Ben seguito dall'Aconite può essere usato per espellere parassiti interni e liberare il corpo da tossine. Utile se somministrato dopo antibiotici, bagni insetticidi o trattamenti tossici, può essere usato ad alta o bassa efficacia.

Dare alla 30esima efficacia una volta a settimana per tre settimane per proteggere dai parassiti.

Symphytum (Consolida maggiore)

Somministrare dopo la rottura di ossa, tendini e articolazioni, moncone irritato dopo l'amputazione, disgiunzione di fratture, danni traumatici agli occhi, ascessi, fratture composte.

Usare la tintura esternamente e alla 30esima efficacia oralmente dopo l'incidente.

Thuja

Per croste o verruche, rogna, con azione antibatterica, dare se l'animale non è stato bene da quando vaccinato o simile, claudicazione, peggioramento in ambiente umido, forfora, pelle con squame bianche, catarro, caduta dei denti, mancanza d'appetito, addome gonfio, diarrea cronica, brontolio con coliche, debolezza, tremore, all'animale non piace essere toccato, sente freddo, crescita bloccata, principalmente per condizioni croniche, localmente per lo sviluppo o escrescenze, internamente sopra la 30esima potenza.